Home Dicono di me M.
M.
Ciao, ti ho visto al Bellini sabato. Mi è piaciuta molto la tua
interpretazione. Intensa. Toccante. Ad un certo punto ho creduto davvero di
essere in "quella" cella. Ogni giorno mi imbatto in persone che CREDONO di fare
il tuo lavoro, ma non mi trasmettono nulla, a parte una gran presunzione. Mi
hai fatto tornare in mente il discorso sul corpo "sacrificale" dell'attore.
Onore al merito dell’idea registica, ma in quei due metri quadri c'era solo
quello. Niente orpelli, nessun aiuto. Solo un corpo col suo odore e tanta
anima. Aveva ragione Artaud: l’attore (quando lo è!...) è davvero l’atleta del
cuore. E tu non ti risparmi, lo fai con quella crudeltà che ti consuma, ma che
risulta terapeutica- catartica per chi è là a guardarti. Se il messaggio dello
spettacolo è ridare dignità al teatro, restituendogli la sua funzione rituale,
puoi esser fiero di aver più che degnamente contribuito.